REGOLE DELLA LAVORAZIONE DELLA PIETRA
Processo della lavorazione della pietra
La lavorazione della pietra, in scultura, e sempre pensata come del materiale che viene tolto ad una massa originale: la maggior parte dei metodi e procedimenti della lavorazione della pietra è sottrattiva.
Ciò implica il dover tener ben presente che una volta tolto un pezzo da una massa originale, non può più essere messo a posto; pertanto è indispensabile un controllo sulla tecnica di squadraggio, ad esempio per il ricavo di una modanatura architettonica.
Metodi
I metodi per la sgrossatura di un blocco di pietra per ottenere una statua sono svariati, a seconda del periodo e del materiale impiegato, oltre che dagli strumenti usati. Esistono poi metodi diversi tra lo sgrossamento di una statua e la scultura di una modanatura.
La lavorazione architettonica della pietra è il campo in cui prevalgono metodi standardizzati. Una modanatura o un capitello su un lato devono essere gli stessi, o quasi, dell'altro lato.
I metodi moderni sono fortemente standardizzati, in quanto basati sulle macchine; essi diventano dominanti nell'architettura solo dopo la seconda guerra mondiale.
Il processo standard per la trasformazione del pezzo di pietra in prodotto finito porta ad una serie di cambiamenti che utilizzano una successione di metodi: nella moderna pratica della scultura la prima fase, lo sgrossamento, viene eseguita con una subbia; nella seconda fase vengono poi definite le forme, generalmente con una gradina; successivamente la superficie viene levigata con uno scalpello o con un ferrotondo. Alla fine la superficie viene rifinita, fase che nel marmo viene eseguita con gli abrasivi.
Questa descrizione, che indica un processo di lavorazione schematico, si arricchisce di fasi quando si deve scolpire qualcosa di complesso, come una modanatura o un capitello o una statua.
La prima fase sarà il delineare la forma base dell'opera. Ciò, per i mezzi più difficili, implica lavorare sulla pietra più e più volte, scolpendo via i nume rosi strati di "pelle" del blocco, fase questa che viene di solito eseguita con la subbia o con la sega.
La seconda fase consiste nel conferire al lavoro la dimensione finale. Quasi sempre ciò implica numerosi passaggi sulla pietra, spesso con strumenti differenti. Si possono utilizzare diversi tipi di gradina, oppure di bocciarda o un grande scalpello da sgrossamento.
La terza fase consiste nella lavorazione della superficie finale, che può essere rappresentata dalla scultura più delicata, dalla levigatura o dalla lavorazione con la bocciarda. Nella terza fase la pietra viene consíderata soprattutto come una superficie, che può o meno venire levigata o avere delle linee che l'attraversano o essere colorata con la pitturazione della superficie.
Il moderno procedimento di taglio architettonico è totalmente orientato verso una produzione in laboratorio, mentre il procedimento medievale normalmente consisteva nella produzione sul luogo di applicazione. Ambedue presuppongono un cambiamento per gradi, dalla pietra grezza al taglio finito, che avvenga principalmente in un solo luogo. Chiaramente, il fatto di non spezzare il processo di lavorazione geograficamente, cioè parte in un luogo, parte in un altro, presenta vantaggi indiscussi.
Un aspetto rilevante del procedimento di lavorazione architettonica della pietra è la sequenza che alternava le fasi di lavorazione alle fasi di trasporto come avveniva nell'età romana imperiale. Il lavoro iniziale sulla pietra veniva eseguito nella cava. La pietra estratta veniva sgrossata in una forma tale che definiva grossomodo la sua funzione architettonica finale.
In seguito veniva trasportata sul luogo di applicazione, dove ogni blocco veniva scolpito nella forma e dimensione appropriata al loro posizionamento nella costruzione e venivano rifinite quelle superfici interne che sarebbero finite a contatto con i lati degli altri blocchi. Poi il blocco veniva montato al suo posto nella costruzione, con la rifinitura finale eseguita con il blocco definitivamente lazzato nell'edificio o nel monumento.
Nell'arte muraria gotica, invece, venivano scolpite forme estremamente complesse nei singoli blocchi prima del loro posizionamento e, dato che su quei piani i blocchi dovevano combaciare, era necessaria una grande precisíone di taglio.
Confrontando i tre diversi svolgimenti del Processo di scultura architettonica dei blocchi (romano imperiale, medievale/rinascimentale, moderno), la cosa che vale più la pena di notare è la maniera in cui un procedimento varia a seconda del periodo. I romani dell'età imperiale usavano un sistema che cercava di accordare le economie della pre-lavorazione ai pericoli dello spostamento di oggetti delicati. Il Procedimento medievale/rinascimentale taglia i blocchi sul luogo di applicazione e conferisce loro le dimensioni specifiche durante la costruzione. Il procedimento moderno fornisce il pezzo tagliato a macchina in un laboratorio, solitamente lontano dal luogo di applicazione.
Anche una decorazione scolpita viene prodotta con procedimenti che possono variare. La modanatura presente nell'architettura della pietra dai tempi arcaici a quelli moderni, ad esempio, si può presentare in molte forme e disegni complicati.
Tentando una ricostruzione del procedimento di scultura di una modanatura in uso presso i Romani, fondamentalmente si individua un metodo legato alla formazione del profilo dopo che il pezzo di pietra è stato sbozzato, attraverso una striscia di modanatura intagliata nel blocco grezzo perfettamente finita, che aveva funzione di guida. Queste guide, che probabilmente dovevano essere scavate numerose, servivano a mostrare allo scultore l'esatto profilo della modanatura.
Nel medioevo le modanature venivano spesso intagliate con l'aiuto di una sagoma, cioè un modello dell'esatta dimensione del profilo; al giorno d'oggi viene di solito realizzata in metallo, mentre nel medioevo era di legno. Esistono due tipi di sagoma: una positiva, che ricalca l'intero profilo modanato, ed una negativa nella quale il modello viene tagliato, in negativo, su di una striscia di legno o di metallo, La sagoma viene appoggiata sul blocco e i contorni tracciati sulle facce della pietra. La sagoma positiva non può essere tenuta contro le curve scolpite, nel mezzo della modanatura, mentre il vantaggio della sagoma negativa, invece, è che la si può far scorrere lungo le parti già scolpite, controllando così il lavoro con la massima precisione.