Protezione
Con il temine protezione si intendono tutte quelle operazioni od accorgimenti atti a eliminare o quantomeno rallentare i processi di alterazione che le pietre normalmente subiscono.
La protezione si può effettuare intervenendo sul manufatto ma anche adottando accorgimenti che tendono a migliorare l'intorno e renderlo meno aggressivo nei confronti dell'oggetto. In quest'ultimo caso si ricorre ad esempio al trasporto del manufatto in un ambiente confinato (ad es. all'interno di musei) o anche limitando il traffico o ancora costruendo ripari dalle intemperie.

Anche in questo caso e opportuno accertare le cause del degrado e capire il ruolo giocato dai vari fattori e prevedere se a lungo andare i provvedimenti adottati non siano essi stessi causa di ulteriore danno. Il trasporto in un ambiente confinato potrebbe ad es. danneggiare il manufatto nei casi in cui le condizioni termoigrometriche non siano idonee.
Ma è comunque d'obbligo ricordare che l'intervento sull'ambiente quasi mai è possibile anche a causa di implicazioni politiche, economiche nonchè oggettive. Si ricorre quindi, molto più semplicemente, ad interventi sul manufatto mediante applicazioni dirette di un prodotto le cui qualità richieste sono:

  • buona idrorepellenza
  • impermeabilità all'acqua liquida e permeabilità al vapore
  • essere stabile alle radiazioni UV e agli agenti del degrado
  • perfettamente trasparente
  • reversibile
  • dotato di buona penetrazione allinterno del materiale
  • facilmente reperibile e facilmente applicabile
Il protettivo inoltre non deve
  • provocare variazioni cromatiche sul manufatto
  • non rilasciare sottoprodotti dannosi
È difficile che un prodotto racchiuda in sé tutte queste caratteristiche per cui si può fare a meno di una o l'altra caratteristica in funzione del tipo di manufatto: ad es. su un marmo bianco è sconsigliabile usare una resina leggermente ingiallente ma di questa proprietà si può fare a meno su una pietra giallo-dorata come la Pietra di Nanto.

In genere sulle pietre di Vicenza sono stati adottati due tipi di protettivi: resine Acriliche (Paraloid B 72) e derivati del Silicio tra cui Silani e Silossani.
I silani vengono venduti anche sotto forma di monomeri e vengono opportunamente fatti polimerizzare in situ. Questa operazione ha il grosso vantaggio che il monomero (molecola piccola) penetra a maggiori profondità rispetto sia all'oligomero (molecola di poche unità monomeriche) e sia rispetto al polimero. I Silossani sono posti in commercio sia sotto forma di oligomeri che di polimeri veri e propri. In generale, se è vero che una buona penetrazione e sempre auspicabile, si ottiene un buon effetto di idrorepellenza anche con piccoli spessori di resina.


Il Paraloid pur impartendo buone proprietà di idrorepellenza presenta una scarsa resistenza all'acqua.

Buoni risultati hanno invece miscele di resine Siliconiche e resine Acriliche.
Infine occorre ricordare che la durata di questi trattamenti non è limitata nel tempo per cui è buona norma effettuare dei controlli periodici, intervenendo nei casi e nelle zone dove richiesto. Già in qualche caso gli enti appaltanti hanno stipulato dei veri e propri contratti di manutenzione con la stessa ditta esecutrice del restauro.