DEGRADO LEGATO ALL'ATTIVITA BIOLOGICA
Numerose e varie sono le implicazioni quando si parla di biodeterioramento. Infatti per biodeteriogeno bisogna intendere un qualsiasi organismo vivente che produca una alterazione permanente ed irreversibile sulla pietra. In questa categoria andranno quindi considerati sia organismi vegetali quali alghe, muschi, muffe, licheni, piante superiori, ecc., ma anche organismi animali quali insetti, volatili, mammiferi, ecc.
L'azione del biodeteriogeno può esplicarsi sia fisicamente che chimicamente, ossia essa può essere legata sia allo sviluppo dell'organismo all'interno di pori e fratture della pietra con creazione, durante lo sviluppo e l'accrescimento, di tensioni destabilizzanti, sia legata al metabolismo ed alle deiezioni animali che possono contenere sostanze acide o saline che agiscono, come descritto nel paragrafo al processo di degrado chimico, direttamente sulla composizione chimica dei minerali costituenti la roccia.
Sui calcari teneri vicentini si ha spesso una azione combinata di tutti questi fattori del degrado: alghe e licheni sono i principali organismi vegetali che colonizzano sulla superficie di statue o comunque su manufatti in pietra tenera producendo, come già specificato, sia un'azione fisica dovuta alla crescita sia un'azione chimica legata al loro metabolismo.
A tal proposito è necessario ricordare che in natura esistono degli organismi, i Batteri Chemiosintetici, che sono in grado di metabolizzare alcuni composti dello Zolfo, dell'Azoto e del Ferro. Ad esempio i solfobatteri sono in grado sia di ridurre solfiti e solfati a solfuri, sia ossidare i solfuri e lo Zolfo ad acido solforico.
Dal momento che questi batteri sono stati riscontrati colturalmente all'interno di croste e placche nere, e ricordando la loro capacità di formare sostanze altamente reattive, si è ipotizzato che essi siano una delle cause principali della fissazione dello Zolfo atmosferico sulle pietre, causando in tal modo i processi di biodeterioramento accompagnati dalla comparsa dei solfati.
Tale teoria viene ridimensionata però dal fatto che, perchè tale fenomeno si realizzi, sono necessarie sia forti concentrazioni di SO2 nell'aria sia forti quantità di batteri sulla pietra ed entrambe le condizioni non sono quasi mai riscontrabili.
Una azione fisica simile a quelle appena descritte, è quella delle piante infestanti e rampicanti quali l'edera. Queste piante, attraverso le loro radici che si infilano all'interno di fessure preesistenti, svolgono una azione di cuneo provocando una ulteriore apertura delle fratture ed una progressiva destabilizzazione di porzioni sane della pietra.
Da non dimenticare infine l'effetto altamente degradante dei depositi di deiezioni animali, quali guano di piccione, sulle opere in pietra tenera. Infatti queste deiezioni, di per sè stesse acide e quindi molto aggressive nei confronti della pietra, contengono anche sali (ad esempio nitrati) che solubilizzati in acqua meteorica si infiltrano nella pietra innescando, con i processi di ricristallizzazione, un degrado di tipo fisico. A ciò si deve aggiungere infine l'azione meccanica dovuta allo sfregamento delle unghie e del becco di questi volatili, che, se pur in minima parte, contribuisce ad un ulteriore degrado di pietre già in parte disgregate.