INTRODUZIONE
Tutti i materiali, sia allo stato naturale sia posti in opera, sono soggetti ad un degrado
progressivo con alterazione della composizione chimica e dei rapporti che regolano il
contatto tra granuli o minerali.
La causa prima del degrado dei materiali è la diversità tra condizioni di formazione della
roccia e le condizioni ambientali in cui esse si trovano ad affiorare o ad essere
utilizzate.
A tal proposito basta ricordare che, ad esempio, le rocce magmatiche
cristallizzano a temperature e pressioni molto elevate, mentre poi si ritrovano ad
affiorare o ad essere normalmente impiegate a temperature ambiente ed a pressioni di
circa una atmosfera. Oppure basti pensare alle coltre di rocce sedimentarie, dette anche
secondarie perchè derivano da cementazione di prodotti del disfacimento di rocce
preesistenti.
Quindi si può affermare che le rocce per loro stessa natura tendono ad alterarsi e
degradarsi al contatto con l'atmosfera.
La pietra può subire vari attacchi destabilizzanti spesso causati dall'azione contemporanea
di più agenti sia fisici sia chimici, sia biologici che interagiscono con la sua
superficie. Da notare come il mezzo più comune ed importante di azione di questi agenti
sia l'acqua, che vedremo nelle pagine successive, risulta il più efficace agente del
degrado.
In generale nell'ambito dell'alterazione lapidea si possono distinguere le seguenti
tipologie di degrado:
- a) processi di degrado chimico
- b) fenomeni fisici
- c) degrado legato all'attività biologica
- d) degrado da inquinamento atmosferico
- e) degrado derivato dalla. messa in opera.